lunedì 25 settembre 2017

POIESIS









“Arie di mare”
(Poema visuale di G. Bonanno 
dedicato a Ernesto Terlizzi)
(9 aprile 2015)

Traghettamenti continui di vecchie carrette arrugginite,
notturni al nero di luna dentro le  oscure ali della speranza,
di linee d’ombra e di teste nascoste dall’onda a scrutare il mare.

L’aria trabocca di occhi in attesa di prendere il largo a cercare fortuna,
stanno stipati come sardine salate dentro angusti contenitori di latta di Sciacca.
Non si accorgono che vanno giù alla deriva.

Rovesciamenti  possibili  a mare aperto,
si  agitano e  si arrampicano sull’acqua  prima di  svanire  all’orizzonte
sospinti da un  vento nauseante che ormai odora di niente.

Il  buio  della  notte nasconde presenze,  sospiri e tenaci  lamenti,
che al mattino si tramutano in  gelidi corpi a pelo d’acqua.

Affiorano lievi in superficie,  
 s’infrangono al primo scoglio di mare che trovano
e sembrano prendere il sole prima di scomparire ancora.

Esseri  sospesi  e attenti a fissare il cielo,
 ora si riposano  sotto  una coltre di  gelide onde di acqua di mare.

Il Mediterraneo è  ormai stanco di corpi  muti lasciati  ad asciugare in superficie,
di sogni  sommersi che celano troppe ferite non  più  rimarginate,
di attraversamenti fugaci che  lasciano tracce di sogni  impediti 
dal nostro  stupido orgoglio e  tragico  esistere.

Arie di  putrido mare infame
che nascondono destini e speranze dell’uomo
ormai alla deriva.

© Giovanni  Bonanno