venerdì 25 agosto 2017

POIESIS









ETANT DONNES,
AREA DI CONFINE  PORTA DUCHAMP
(Poema visuale di  Giovanni  Bonanno dedicato  a  Marcel  Duchamp)






Esseri nati
per guardare curiosi
da una  vecchia fessura violata.

Una ferita dentro un muro diroccato di mattoni,
oltre la porta il derelitto  cadavere solitario
 giace  tra  un   mucchio di foglie e rami  rinsecchite.


La Mariée solitaria costretta  a stare nuda dai suoi stessi scapoli,  
   tiene ancora  in mano una vecchia  lampada a gas,  
ricorda tanto la morte della vergine  gonfia di acqua di  Caravaggio.

Il tiranno infame tenta di nascondere l’objet dard tra cumuli di frattaglie abbandonate.


L’acqua della cascata copiosa scende a valle per dilavare invano l’offesa.
Solo una luce  fioca può accogliere  l’odore infame del corpo sordo
di un cadavere  disseccato troppo in fretta al  sole. 


Frammenti di universi possibili,
presenze simboliche stratificate,
associazioni e slittamenti trascorrenti del pensiero.

Occorre porsi al di là nella necessità di recuperare l’estensione dell’altro.


La natura ora si consola tra cumuli di rifiuti e di rovine dissepolte
a ricordare l'inganno dell'occhio  diventato  ossessione. 


Silenzio cupo e assorto.

Ormai
la 
natura
e'
morta.

© Giovanni  Bonanno
Agosto 2017